Dopo il buon successo riscontrato col primo disco
e un contratto con una major come la Durium, i Vanadium si apprestavano a
comporre i brani per quello che sarebbe stato il loro primo album.
Purtroppo come capita spesso all’interno di una
band, si erano verificate delle divergenze musicali con il batterista ed il
bassista, e come se non bastasse il “cartoncino rosso” aveva bussato alla porta
del giovane Tessarin, che assillato dal servizio di leva, dovette abbandonare il
timone e lasciare tutto nelle mani di Pino e Ruggero, i quali si misero subito
alla ricerca di musicisti per la realizzazione del 33 giri.
Pino una sera si recò ad un concerto dei New Age,
band della quale facevano parte Domenico Prantera ed Emilio Vettor, alla fine
chiese a Prantera di entrare a far parte dei Vanadium, Domenico accettò portando
con se parte della sua band.
In seguito vennero presi Claudio Asquini che
nell’album sostituirà Stefano alla chitarra, mentre alla batteria venne scelto
Lio Mascheroni, che piacque molto a Domenico per il suo talento.
Con queste premesse stava per nascere la più
grande rock band italiana, una vera e propria macchina da guerra che avrebbe
dominato incontrastata per tutti gli anni 80.
Metal Rock esce nei primi mesi del 1982,
raggiungendo dati di vendita a dir poco entusiasmanti anche ai giorni nostri,
circa 8.000 copie vendute, subito dopo i Vanadium partono per un tour con il famoso Alvin Lee.
Rientrato dal servizio militare, Stefano riprende
il suo posto nella band e insieme ai compagni si rimette subito al lavoro per il
secondo album, con A Race With The Devil il sound acerbo del debutto si delineò
e prese forma, heavy rock d'assalto e i Vanadium videro espandersi il proprio
stuolo di fans, il brano “Don’t be lookin’ back” aprirà ai Vanadium le porte
della televisione con diverse apparizioni in Rai.
In due anni i Vanadium affilarono il proprio
songwriting, nel 1984 un’altra conferma, Game Over raggiunse numeri da capogiro
arrivando ad una cifra vicina alle 54.000 copie vendute solo in Italia.
I Vanadium furono anche la prima metal band
italiana ad incidere un live album, On Streets Of Danger, con incluso l'inedito
"You Can't Stop The Music" per il quale venne girato anche un video. Con queste
premesse, una solidità artistica raggiunta e consacrata sia dalla critica sia
dal pubblico, i Vanadium bussarono alla porta dei maestri inglesi in casa loro,
il successivo Born To Fight fu inciso in Inghilterra sotto la guida di Lou
Austin, produttore di Deep Purple - Judas Priest - Thin Lizzy - Queen, al
Marquee di Londra (storico locale) dove girarono il video di "Easy Way To Love"
e trascorsero un periodo fantastico che li portò ad esibirsi con act di fama
mondiale come Motorhead e Twisted Sister.
Nel 1987 diedero alle stampe Corruption Of
Innocence, prodotto da Jim Faraci, il suono si spostò verso il metal cromato
americano, la band ottenne nuovamente molti riscontri di vendita, anche
all'estero, ma il fallimento della Durium fece accusare un duro colpo ai
Vanadium.
Inevitabile il cambio di etichetta, i Vanadium si
accasarono presso la Green Line sotto la quale pubblicarono Seventheaven
prodotto da Guy Bidmead, un album dal forte sapore americano che consacrò la
voglia della band milanese di non ripetersi e soprattutto di non adagiarsi.
Messi da parte i Vanadium per un po' di tempo, i
cinque componenti continuarono a suonare fra collaborazioni varie fino al
1995, quando decisero di lasciare un ultimo ricordo, Nel Cuore Del Caos, fautori
questa volta di un rock cantato in italiano e denso, come sempre, di energia.
Da allora i componenti del gruppo hanno dato vita
a vari progetti musicali come Diumvana, Fire Trails, Rustless: chissà se un
giorno potremo ancora riascoltare i Vanadium...